C’è da pulire un cesso qui in viale romagna. Nessuno, nonostante i ripetuti appelli, si é presentato per il lavoro. Faccio io mi son detto, per far vedere che noi artisti quando ci impegnamo facciam di quelle cose, ma di quelle cose. Entro nel bagnopiccolo, dove teniamo gli strumenti del mestiere, consulto mappa per il corretto utilizzo delle pezze (redatta dopo aver pulito un piatto con la pezza del cesso), la quale mappa riporta scritto in caratteri cubitali:
Cesso = pezza blu
Lavandino = pezza arancione
Piatti = vedi cucina
guardo le pezze ce n’é una verde e una rosa. Cominciam bene, ho pensato.
Prima di toccare qualunque cosa Guanti, mi son detto.
I guanti c’hanno un muffone dentro che tra un po’ prendono vita. Sentite io non piaccio a voi e voi non piacete a me, Gli ho detto, ma questo è un lavoro sporco, qualcuno dovrà pur farlo. Uno dei due alza un medio. Risparmieò la descrizione della lotta che ne é seguita, al termine della quale mi ritrovo con parecchi capelli in meno, ma con in guanti in mano. Nelle mani. Mentre pulivo tutto intento il mio cesso Che odore di morte che sa sto cesso pensavo. E mentre che ero tutto intento a pensare pulire pulire pensare pulire mi squilla il cellulare. È un po’ come quando vai a sciare ti metti la calzamaglia, ti metti la tutona da sci, ti chiudi settantadue cerniere, ti metti i guanti e quando hai finito, e solo quando hai finito lo senti. Lo stimolo della pipì. Devono aggiungere un bel capitolo alla legge di Murphy, sullo stimolo della pipì. Che noi, dai, ci lamentiamo veramente del brodo grasso, pensa te che roba nascere nel medioevo che vai in guerra ti metti la cotta di maglia, ti metti l’armaturona di ferro, ti saldi settantadue giunture, ti metti i guantoni in ferro battuto e quando hai finito e solo quando hai finito, lo senti. È per questo che quando ora ti vesti di tutto punto per andare a sciare e ti accorgi che ti scappa la pipì, non ti dà solo fastidio, ti assale uno schifo per aver commesso per l’ennesima volta un errore ancestrale, con la consapevolezza che se c’è un bug nell’evoluzione umana, se il Gran Programmatore Celeste ha tralasciato qualcosa, risiede proprio nella stupidità di quel gesto che é sempre uguale e sempre ugualmente sbagliato. Nei secoli dei secoli. Amen.

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