Polly. Polly quando le parli Non capisco, ti dice.
Polly quando ti chiede quanti anni hai
-Quanti me ne dai, le chiedi
-Che giochi di merda, ti dice.
Polly fa la pipì nei cessi che straboccano la cacca che se te lo dico così sembra un po’ camionista ma lo fa con una leggerezza che neanche il vento quando gioca colle tende.
Polly mentre parli con MoiLelina viene ti dice E’ una troia, te sei giovane non lo sai le donne dopo i ventitre son tutte troie.

Polly le dici che non ti ricordi il suo nome vero Chissenefotte, ti dice.

Polly la chiami Polly s’incazza come un’ape, Vuole che la chiami Pollywood.
Polly ti scappa che la chiami Polly invece che Pollivùd, c’attacchi il Vùd perché s’incazza, s’incazza anche se glelo attacchi dopo.
Polly c’ha u neo bellissimo sul mignolo. Magari era nutella. Magari peggio.
Polly io mi aspettavo tutta un’altra cosa. Molto peggio.
Polly c’è il pane Non lo voglio, ti dice.
Polly c’è la pasta Non la voglio, ti dice.

Polly c’è la verdura Non la voglio, ti dice.

Polly ha una dieta particolare.
Polly vuole un cracker.

Polly non sa guidare investe i ciechi ma dice che sono i ciechi che son lenti di riflessi, che non son bravi a schivarla.
Polly è una che “Chissà quanto le sto sui maroni”, ti chiedi mentre le parli, e lei ti chiede il numero di cellulare e ti scrive che rimanda le cene apposta per te.
ai lòv iù pollivùd

Chiudo colla citazione.
mi dispiace. non sarò mai sincera. non c’è nessun esercizio da fare. dico sì quando è no, dico bene quando è “mioddio no”, dico ti amo quando è salvami o ho bisogno, chiamo amicizia un diversivo, chiamo sesso l’abniegazione. faccio ancora ancora finta di usare le persone e godo ad avere sensi di colpa. sorrido e sono insofferente. dietro ogni mio “ma và?” si nasconde un cheppalle. la passione è un esercizio, la disperazione solo la volvola di sfogo. ho la maschera cucita addosso ed è quella la faccia che conosci. è più vera di me. perdonami. [ pollywood ]

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