UOMINI BONSAI

Il Dessa stava dormendo una mattina, a casa sua, a Trento. Poi il dessa si vede che sente qualcosa, apre gli occhi, piglia un colpo della madonna. C’èra la màma del dessa lì seduta che lo guardava con una faccia che se la rideva sotto i baffi. I baffi, è un modo di dire, non li ha i baffi, la màma del dessa. Neanche il Dessa ne ha tanti, di baffi, se vogliamo, ma quella è un’altra storia. Comunque, c’èra la màma lì che lo guardava. Infarto, il Dessa. E la màma del Dessa gli fa Ma te lo sai come mi piacerebbe a me di trovare il modo di tenervi piccoli piccoli? E io ho detto: Come dei piccoli bambini bonsai. E poi c’ho riflerttuto, su questa cosa dei bonsai: i bonsai son degli alberi che non è che son proprio alberi. Non son mai cresciuti. Fan dei frutti che son tutti solo semi. Sono belli, i bonsai. Belli e basta. E se te ci pensi i bonsai, si fanno in un modo bruttissimo, si fanno tagliandogli le radici, i bonsai. Non è cura, amore, tagliargli le radici. Non gli dai niente, e loro vengon su così. Io ci son persone, ho pensato, che son così, che crescono i figli per tenerli lì, che non li nutrono, che li tengono bambini tutta la vita, che te li vedi, ti viene una tristezza nel cuore. Ma succede anche il contrario, noi che non siam piante. Succede anche che ci son quelli che si taglian le radici da soli. Ci son quelli che li vedi Guardati, ti vien da dirgli, potresti essere un albero, che cazzo fai in un vaso di quindici centimetri, che cazzo ci fai?

Dedicato a China.

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