SUPERMARIO MAESTRO DI VITA

C’èran degli schemi di supermario che eran stronzissimi, io li odiavo, quegli schemi lì.
Negli schemi normali potevi andare avanti, tornare indietro, potevi fare quello che volevi, ma ce n’erano alcuni che il livello scorreva e se tu rimanevi indietro al primo ostacolo che incontravi ti succedeva che non lo saltavi con un po’ di rincorsa al primo colpo, ti spiaccicàvi su uno di quei muretti che erano uguali in tutti i livelli, ma solo in quelli lì eran pericolosi. Io ho provato anche a stare avanti avanti, ma al primo buco che c’èra in terra ci cadevi dentro come un pirla e potevi anche avere il fungo e muorivi lo stesso. Io quei livelli lì li facevo fare sempre a mia sorella, che li faceva senza una piega, e un giorno gliel’ho chiesto come faceva, a farli senza una piega.
– Basta stare in mezzo, mi ha detto.
– Vaffanculo, le ho detto io.
La trattavo sempre male a mia sorella, quando ero piccolo.
E’ che io neanche mi passava per la testa di stare in mezzo. Io adesso son passati degli anni, e penso che a me supermario mi ha imparato qualcosa. Mia sorella, più che supermario.
Io ho capito che la vita è come un livello di supermario, uno di quelli stronzi, non di quelli normali. Che la vita va avanti e se te rimani indietro, dei muretti di merda che li potevi saltare con un po’ di rincorsa diventano delle pareti da scalare e ti succede che ti ci spiaccichi sopra e se stai troppo avanti cadi nei buchetti stronzissimi e non c’è fungo che tenga. Poi ho capito che se te impari a stare in mezzo, e hai bene in testa che è solo un gioco, allora ti diverti, e arrivi alla fine che hai saltato tutti i muretti, che hai schivato tutti i buchi. E’ solo questione di esercizio.

Io ancora adesso se gioco a supermario, quei livelli lì chiamo mia sorella.

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