LOMINO CINESE
Soundtrack: Mao – Chinese Takeaway

Io quando son troppo concentrato ogni tanto una parola la perdo. Tipo che proprio non mi viene, come un lapis freudiano. Gliel’ho detto al mio coinquilino che è una mente fredda scientifica non soggetta a queste cose, sperando che avesse un trucco. E l’aveva. Ti devi immaginare un omino cinese, mi fa. Ti devi immaginare che viaggi nei boschi della cina che cammini che poi trovi una piccola capannina che bussi che ti risponde l’omino cinese che ti fa accomodare che vi bevete un tè che poi lui a un certo punto ti fa dimmi per cosa sei venuto te gli dici che hai perso una parola e lui te la dice. Succo di tutto, ti concentri su un’altra cosa, e la parola ti viene.

Sono a pranzo con la sorella. Le faccio dov’è il.. e non mi viene. Allora faccio partire l’omino cinese boschi cinesi come se piovesse busso, mi fa accomodare, mi serve il tè, parliamo del più e del meno poi prendo ancora un po’ di te che era proprio buono poi dopo ad un certo punto lui mi fa ti serve qualcosa sì, gli faccio io, il cesso, fosse possibile, la seconda a destra, mi fa lui. Poi torno dal cesso, gli faccio grazie del tè dell’ospitalità, proprio carino come hai messo la carta di riso, adesso s’è fatta una certa, devo andare, arrivederci, ma sei sicuro che non ti serviva niente, nono, grazie.

Vago un po’ per i boschi, mi viene in mente che in effetti qualcosa mi serviva. Ritorno a casa sua, busso, non apre, urlo, mi agito, ad un certo punto l’omino cinese apre in accappatoio, scusami tanto, gli dico, m’è venuto in mente che ho perso una parola. Eh, cavatappi, mi fa lui.
CAVATAPPI! urlo sull’autobus che mi sta portando a casa.

Forse ho passeggiato troppo nei boschi.

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