QUANDO LE ALLODOLE
SMETTONO DI SPECCHIARSI
Soundtrack: Granddaddy -Krystal Lake

Io la completezza una volta l’ho sfiorata. L’ho sfiorata che avevo sette anni. A sette anni, tutto quello che ti manca per essere perfetto è una macchinina telecomandata. E  i miei lo sapevano.

M’hanno regalato un bolide lustro con carene in plastica con ruote in gomma che quando le schiacciavi sentivi dentro l’aria, con gli ammortizzatori con le molle, non quelli finti disegnati nella plastica, di quelli veri, di quelli che ammortizzano. E il telecomando. E il caricabatterie. Un sogno.

Il giorno stesso andiamo al lago che era inverno, a passeggiare. Il lago era ghiacciato ma non si poteva pattinare perchè il ghiaccio era fine. Metto il bolide per terra e lo faccio seguire passo passo la nostra camminata. Ma il bolide si vedeva che non gli bastava. Lui era fatto per l’avventura. Allora mentre mio padre non vede lo metto sul ghiaccio, e lo faccio andare. Le ruote sfrigolano un po’, poi fanno presa e via. Lo faccio seguire piano piano la nostra passeggiata, ma il bolide si vedeva che non gli bastava. Mio padre si dirige verso la macchina e penso che quello è il momento della riscossa.

Quando arrivo anch’io alla macchina mio padre mi guarda e mi fa:
– dov’è.
indico un punto distante in mezzo al lago. Fottute onde elettromagnetiche a basso raggio.
Mio padre mi tira una sberla, e salgo in macchina, con una guancia che brucia.

Quella volta mi pareva d’avere chiaro in testa cosa si ottiene a volere sempre di più.

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