IMPRECISIONE GEOMETRICA DEL BINOMIO PAVIMENTO/SOFFITTO
Soundtrack: Presidents Of The USA – Meanwhile Back in the City

Non si può, – non si può – continuare ad essere così approssimativi, non si può. L’umanità si basa su pilastri rozzi e traballanti e noi sopra pensiamo di costruirci qualcosa. Di cosa sto parlando? Dei pavimenti.

Puta caso, sei a cena quelli del piano di sopra, quelli che hanno gli zoccoli di legno che ti senti zoccolare in giro la domenica mattina, quelli lì. Sei felice, chiami pavimento quello su cui cammini. Solo una parola ti può definire: stolto. Anche pirla, ma preferisco: stolto. Adesso finisci la cena e te ne torni a casa tua, al piano di sotto e quello che prima chiamavi pavimento PUF:adesso lo chiami soffitto. Ma carità d’iddio, si può? Ma deve finire. Domani chiamo l’accademia della Crusca e specifico quanto segue:

dato una terna di assi cartesiani (x, y, z) e posto il piano pavimento soffitto (PM) nell’origine e parallelo al piano formato dagli assi x et y, si definisce tale piano come "pavimento" per tutti i punti dello spazio con z > 0, e analogamente si definisce "soffitto" per tutti i punti dello spazio con z < 0.

Decisamente meglio.

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