IL GIORNO CHE TI ACCORGI CHE NON SEI SOLO
Soundtrack: Smashing Pumpkins – An Ode To No One

E’ successo qualche anno fa. Scendo le scale che è domenica mattina, e trovo un coso schifoso sdraiato sul mio divano, in pigiama. Assomiglia, a scrutarlo bene, un po’, come forma, a me. Non pensavo che ci fossero al mondo cose che assomigliano a me. Lo guardo con aria interrogativa. Chi sei, gli faccio, a questo essere immondo che occupa il mio divano. Tua sorella, mi fa, e son felice che ti sei accorto che esisto, son vent’anni che viviamo assieme.
Ah, gli faccio, felice anch’io, ma scendi dal mio divano.

Entro in cucina, altri due esseri molto simili morfologicamente parlando al sottoscritto. Siamo i tuoi gentori, mi fanno. Ah, gli faccio io. Bene. Adesso gradirei del caffè. Siam felici, mi dicono mentre mi viene preparato il caffè, che ti sei accorto che non esisti solo tu. Sento ronzare. Non focalizzo le parole. Mi vesto ed esco. Vedo sfumature di persone passarmi a fianco. Persone, è una parola che ho inventato io. Serve per dire "cosi che mi assomigliano morfologicamente parlando, ma che inspiegabilmente non sono io". Ci si può convivere, ho constatato cogli anni, anche se alcuni hanno pretese strane, tipo entrare nella tua vita.

E’ per questo che ho scritto questo post. Volevo dire che se ci sono degli esseri che morfologicamente sono simili a me che leggono queste cose che scrivo, ecco, se ci sono, volevo dirgli una cosa, una cosa importante: state lontani dal mio divano.

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