ETICA KANTIANA E DITA NEL NASO
Soundtrack: Paolo Conte – Elegia


Nota: questo post è delicato, nel senso che è dedicato a Elica

DE IUSTITIA • primo spezzone.
Poi, un giorno ti alzi e ti accorgi. Ti accorgi che te, con questa cosa del momento giusto, della donna giusta, te ti sei rovinato la vita. Ma giusto per chi, ma giusto per cosa, cosa c’hai te, una commissione divina, un ufficio decisione momenti giusti? Cosa c’hai te, avvocati, opinion leader, infermieri macellai, che ti decidono il Momento Giusto? Giusto per cosa, giusto per chi? Giusto rispetto all’etica kantiana, rispetto a quella cristiana, giusto per  la tua etica casalinga del buonsenso, cos’è giusto?
E mi dica la contessa, è giusto mettersi le dita nel naso? E’ sbagliato? Eppure così piacevole sentirle salire, forse allora è giusto evitare d’ifilarsi tre falangi, ma solo l’unghietta? Mi guarda schifata, contessa, allora capisco: è giusto mettersi financo la mano intera nel naso, basta non farlo in sua presenza. Ma allora il giusto cambia di momento in momento, siamo in piena relatività, contessa mi aiuti, il nichilismo lo sento salire, ci mangerà tutti, non voglio, io non lo accetto diventare un altro di quelli che gli va bene tutto, basta che gli vada bene a qualcunaltro, che sia socialmente accettato, non funziona così, non mi avranno mai. Sa cosa, contessa?: le dita nel naso, ho deciso, me le infilerò lo stesso. Quando mi guarderà così, come fa lei, col nasino arricciato, farò una cosa che ho imparato da poco a fare: penso che me ne sbatterò.

Perchè la politically correctness per me vien dopo la correttezza nei miei confronti. E in quelli del mio naso.

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