IL PUNTO SULLA PUNTO
(tre di tre)

• PREFAZIONE:

Chi ha seguito l’epopea della punto, si sarà accorto che mancava un pezzo. Non della punto, dell’epopea. Mancava, per il fatto che è quello più doloroso di tutti. Perchè il danno più grave a quella machina gliel’ho fatto io.

• INCIPIT:

Tre anni fa, primi di agosto. Mi chiamano amici miei che facevano gli animatori ai bambini mi chiedono se li vado a trovare su in montagna. Andiamo, mi son detto. Salgo nella strada di montagna di colpo mi trovo un furgone che la ostruisce che a momenti lo prendevo in pieno facevo la fusione della mia macchina col furgone e anch’io tutto assieme diventavo il primo disegnatore meccanico del mondo. Ma invece no, riesco a frenare.

Arriva uno di corsa a dirmi di stare attento che c’è il furgone in mezzo alla strada. Grazie di cuore, gli dico. Poi mi spiega che hanno sbagliato han messo gasolio invece che benzina s’è inceppato e ci son tutti i bambini a valle che hanno fatto volontariato gli hanno dato le robe per la cena che pesano non sanno come tornare, su se gli posso dare una mano. Morale: su e giù quindici volte per recuperare quaranta bambini con una macchina sola.

Sto lì due giorni, festeggio e torno a casa. E la punto è intatta.

• PRELUDIO:

Era, quello, un mese che dovevo studiare per un esame. Allora la macchina è rimasta un mese (agosto) ferma al sole. Mio padre a metà del mese ha iniziato a e che c’èra qualcosa che puzzava lungo la via di casa che non si capiva cos’era. Poi anche mia madre sì, c’era qualcosa che proprio non sapevano spiegarsi, lungo la via, probabilmente qualcuno che è andato in vacanza ha staccato il frigo con dentro la carne, chissà.

Inizia settembre, dò l’esame. Esco che devo prendere la macchina, e sento anch’io quest’odore che dicevano tutti. Mi avvicino alla macchina e diventa sempre più forte.

Ma vuoi che sia.. mi dico, ma poi naaaah, mi dico, non è mica lei.

• TRAGEDIA:

Apro la portiera e escono tre mosche cavalline grosse così. MOSCHE CAVALLINE IN MACCHINA? Mi assale un odore dolce come i cadaveri quando si decompongono. Un bambino, penso, mi è rimasto dentro un bambino.
Poi allora guardo intorno: non c’è niente. La macchina è vuota. Vuoi vedere che la fiat fa ste giunture schifose mi è muffita la macchina, vedrai che è così, mi dicevo mentre aprivo il bagagliaio.

Il bagagliaio si apre e piano piano i pezzi si ricompongno.

Vomito.

• Epilogo:

Chiamo i miei amici che facevano animazione dopo che ho pulito la macchina qualcosa come quattordici volte col vaporetto, ho buttato via la cappelliera, ho messo ben quattro arbre magique.

Amici, gli dico al telefono.
Eh, mi dicono loro.
Li ho trovati.
Cosa, mi dicono loro.
I cinque chili di stinco che mancavano a cena.

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