SCONTRO IDEOLOGICO

Sono tutti schierati con lo sguardo neutro nel vuoto come gli ho insegnato. Io sono il loro capitano aspettano un mio ordine si fidano di me.
Ma è sicuro signor capitano, mi chiede uno che lo guardo e già so che verrà spazzato via al primo colpo.


La guerra è un posto che i deboli farebbero meglio a non venirci.
La guerra è un posto che finalmente i deboli si accorgono della loro condizione.


Sì che son sicuro, gli dico, al momento giusto saprete cosa fare. MA NON SIAMO ARMATI, mi dice gridando. Lo fulmino con lo sguardo che non si sogni di alzare la voce. Lo so, gli rispondo al mio pàvido combattente. Ma capitano io… non vorrei mi intendesse male, ma noi non siamo adeguatamente preparati non abbiamo armi per combattere Silenzio! gli dico, a mezza voce. Quelli che hanno fede sopravviveranno, gli altri non meritano di sopravvivere.

    attaccano, dall’altro lato del campo di battaglia, li sentiamo urlare li vediamo correre, alcuni dei miei si scompongono mi buttano sguardi da sotto le uniformi come a dire: facci partire facci partire non lo vedi che ci stanno venendo incontro e basterebbe un mio segnale a scatenare l’inferno e vedo i primi dei miei che s’infilano nelle retrovie provano a scappare e sono i primi a cadere le frecce li congelano, altri sperando che nessuno li veda si chinano raccolgono un sasso sperando di usarlo come arma, neanche ci riescono una freccia li trafigge nel collo, anch’io a vedere la scena ho paura ma non lo faccio vedere

L’animo non trema perchè di roccia e d’aria è fatto, a seconda dell’utilità.


ormai mancano pochi metri le mie fila rimangono intatte immobili alcuni urlano come se stessero facendo uno sforzo disumano a non fare niente, urlano invano l’altro esercito urla molto più forte e non bastasse sono molti di più, qualcuno dei miei folle impazzito comincia a correre da solo contro il muro massiccio delle prime file dell’altro esercito viene spazzato via come non fosse mai esistito e finalmente

l’impatto


alcuni piangono altri non hanno il tempo la seconda fila vede sparire la prima la terza vede sparire la seconda alcuni mi guardano con sguardo di supplica sono immobile so che si chiedono in fondo io da che parte sto

io sto dalla parte dei giusti se voi non lo siete non sono il vostro capitano


guardo la battaglia finire ascolto il silenzio che è nostalgia del rumore che c’era, del mio esercito ne
rimangono pochi ma quei pochi sono i miei e quelli per cui io sono qui,

quelle sono le mie idee che passano al vaglio della realtà.

Il vero titolo di questo post è presa d’assedio dei castelli in aria.

Annunci