QUESTA SOVRAPPOPOLAZIONE DI GENI RIVOLUZIONARI

everyone is a fucking napoleon
(Ani Di  Franco)

Quando parlo con la gente di cose importanti, tipo approccio alla vita, politica globale, intelligenza emotiva e psicologia, mi accorgo di due fatti:

il primo è noto a tutti e cioè che io sono uno che gli piace fare quello che se ne intende delle cose ma in realtà io delle cose in generale non so assolutamente nulla.

Il secondo è che sono tutti convinti di essere dei geni rivoluzionari.

Ora io vorrei che ci intendessimo un attimo. Io non è che dico che io non sono convinto perché io sono forse il più convinto di tutti, di essere un genio rivoluzionario. Io non è che dico che è male essere convinti di essere dei geni rivoluzionari, per carità, quello no, sentirsi un genio è una cosa che auguro a tutti. Io critico il fatto della statistica.

Il fatto della statistica recita più o meno così, per come l’ho capito io:
geni rivoluzionari per ogni secolo ce n’è due o tre. Ogni tanto quando hanno la grazia di non fare le guerre, magari ce n’è addirittura, ma lì è proprio festa grande, un quarto.
Questi geni rivoluzionari se vai a guardare hanno sempre avuto grosse difficoltà con le istituzioni, solitudini, rigetto del mondo, scopavano poco, venivano sfrattati.

Ora io mi pongo delle domande e mi dico ma tutti questi qua che conosco, convinti di essere dei geni rivoluzionari: ma se lo saranno chiesto come lo si giustificherà in statistica, questo boom dei geni rivoluzionari di questo benedetto secolo nostro?

POSTILLA:

dopo che il post era scritto ho parlato con un musicista genio rivoluzionario che mi ha detto che lui, che prima faceva musica di controtendenza, praticamente adesso fa musica di contro-controtendenza perché ormai è tutto una merda, tutto commercial, mi ha detto, anche le controtendenze.

Ognuno è libero d’incatenarsi alla libertà che gli pare.

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