Nel Maghreb ad un certo punto comunicavano coi tappeti. Disegnavano, intrecciavano, poi davano il loro tappeto alle carovane che andavano nei deserti e si portavano dietro la storia che qualcuno aveva disegnato e intrecciato. Così non compravano tappeti, compravano storie.

Poi coi segnali di fumo comunicavano con una coperta e del fuoco e a distanza la gente che sapeva, riusciva a capire riusciva a leggere, come una specie d’intelleggibilità, un linguaggio fatto di nuvole e lo spazio del cielo per scriverci.

E poi il ditelo con i fiori, e il perchè ad una donna non devi regalare dei geranei.

Poi le lettere che messe insieme formano le scritture, quella nuvolosa dei poeti, quella strisciante delle assicurazioni, quella tautologica dei testi sacri.

Poi il design, e il modo di far parlare le cose con la loro forma, il far dire ad un’automoble una sacco di cose che niente hanno a che vedere con lo spostarsi. Dalla locomozione alla locoEmozione.

Poi le parole desuete, come ad esempio: desueto.

Poi il linguaggio del corpo, magari di una donna nuda e il bacino e i fianchi e le cosce e tutte quelle cose che lì per lì non ti sembrano linguaggio ma poi ti rimangono in mente più che Platone e Aristotele messi insieme, come se l’hai imparata a memoria e ti piace ripetertela.

E l’antilingua, la lingua di quelli che sono talmente legati alle parole che si sono persi nella semiotica, e parlano senza capirsi la lingua di quelli che hanno perso lo scopo.

E le reticenze, che solo un uomo poteva inventare la follìa di far parlare un silenzio.

e il linguaggio macchina
e la valuta estera
e il sistema binario
e il silenzio assenso
e la musica
e le incisioni rupestri
e Burri e Fontana
e lo ShortMessageSystem
e lo sguardo assassino
e la data di scadenza degli yogurt

tutto così impreciso e arbitrario ci vorrebbe un traduttore un dispositivo anche un uomo, si fosse capaci, che riuscisse in tempo reale a spiegarti il mondo e cosa sta comunicando, riuscisse a scremare il rumore di fondo e recapitasse il messaggio, qualunque forma abbia.

Ci vorrebbe una stele di rosetta cosmica, che traducesse senza tradire i tappeti in fiori , le donne in reticenze e le automobili in parole desuete, Burri e Fontana in linguaggio macchina senza perdere di significato, questo è il mio sogno.

Nel frattempo qualcuno mi aiuta a tradurre il mio tappetino del bagno? Grazie.

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