I PUFFI E L’ARTE DELLA PERSUASIONE
Soundtrack: Jimmy eat world – a praise chorus

– possiamo fare il sugo ai funghi, mi fa.
– no i funghi ti prego no che mi fanno il vomito, le faccio.
allora fa finta di niente tira fuori un barattolo di ragù fa finta di avere difficoltà ad aprirlo e intanto:
– non capisco come fanno a non piacerti i funghi, mi dice. Così carino, così simpatico, solo non ti piacciono i funghi.
– non mi piacciono, non so cosa dirti.
– pensa che tragedia, mi fa, se eri un puffo.
– ma che discorsi, le faccio, i puffi ci vivevano nei funghi, mica se li mangiavano.
– e bè ma qualche volta li avranno pure mangiati, metti per sfrattare un puffo che non gli stava simpatico, mi fa, saranno andati lì gli avranno detto Mi spiace sai, caro puffo antipatico, ma a tutta la comunità gli è venuto un languorino di quelli irresistibili di mangiarsi un fungo e abbiamo pensato proprio al tuo.
– ho due obiezioni alla tua idea.
– sentiamo.
– punto primo i puffi non sfrattano e non mangiano, le faccio.
– eh no, mi fa, adesso i puffi non sfrattano e non mangiano sfrattare posso capire ma mangiare mangiano, te lo dico io.
– no cara mia i puffi, nel caso, puffano.
ammutolisce e poi è costretta ad ammettere:
– eh c’hai ragione.
– punto due: i puffi che mangiano i funghi è palese che è una tua invenzione. E’ come se te per fare un dispetto a qualcuno gli mangi l’intonaco da casa, ti puoi immaginare, le faccio.

lei mi guarda con degli occhi che mi sento quasi in colpa ad avere ragione. E’ uno sguardo calibrato e ben studiato per farti capire che l’importante in quel momento non era avere ragione sui puffi e i loro sfratti, non era avere l’ultima parola che hai preteso scioccamente, era condividere un momento e non ne sei stato capace, e farti capire che un modo c’è per liberarti da questa morsa del senso di colpa che ti attanaglia.

Così ho mangiato il sugo ai funghi trattenendo i conati.

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