IL DESSA TI IMPARA IL CURRICULUM
Soundtrack: Belle&Sebastian – Blues are still blue

Ma senti, mi dice, te che a vent’anni ti eri già fatto assumere, non è che mi spieghi come si fa, mi dice, che io cenò trenta ancora ciò delle difficoltà. Volentieri, le dico.

Allora poi comincio la teoria della comunicazione che se tu vuoi vendergli il tuo prodotto che in questo caso è il tuo lavoro devi prima di tutto capire bene chi sono loro e cosa vogliono e di cosa hanno bisogno, poi devi capire bene quale parte della tua preparazione li può interessare e sottolinearla senza mentire, perchè se fai bene il lavoro prima mentire non ti serve, al massimo puoi colorire delle parti, sottolineare certi aspetti ma bugie no.

Poi, le dico a lei che ha gli occhi un po vacui, di solito il curriculum lo porto a mano soprattutto se il posto è distante, che sappiano che è uno sbattimento che mi prendo perchè ci tengo a vedere che aria tira, e mi vesto elegante ma non troppo, niente profumo, vai a lavorare non a fare una festa.

Poi, le dico a lei che ha la faccia piuttosto confusa, sarebbe importante raggiungere la persona giusta, io di solito mi invento delle scuse strane che però mi preparo prima per evitare che mi chiedano di mandare il curriculum a quelli delle risorse umane perchè quelli son gente strana senza sensibilità, credono di avere una scienza per le mani ed è gente che ti fa perdere un sacco di tempo.

Poi, le dico a lei che ha la faccia sempre più confusa, bisogna ricordarsi che di fronte si hanno persone e non marchingegni, di conseguenza fargli sentire che si è davvero interessati a quel lavoro lì è una cosa che non ha niente di negativo, e si può farlo in diversi modi. Io spesso uso il telefono tranne che con le persone antipatiche, a quelle gli mando una mail. Di solito chiamo ogni due settimane e mezza a sentire a che punto è il mio curriculum, di solito non sanno cosa dirti e li obblighi a cercarlo e di conseguenza: ad impararsi il tuo nome senza che ti conoscano.

Lei a questo punto è piuttosto pallida in viso, e se ne va pensierosa.

La settimana dopo la sento al telefono:
– col curriculum tutto a posto, mi dice.
– cosh’hai pensato di fare, alla fine? le dico.
– L’ho stampato su carta arancione, mi dice orgogliosa, così lo vedono prima.

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