IL CIELO E’ IL LIMITE
Soundtrack: Girls In Hawaii – Short Song for Short Mind

Già è difficile trovare della gente che si appassioni sinceramente alle cose. Immaginarsi a delle cose che non esistono ancora. Cosa gli dev’essere venuto a uno come Henri Coanda per mettersi in mente una passione così sfegatata per gli areoplani a propulsione, c’è da chiedersi. Com’è che ad un bambino gli vengono certe cose, chissà cosa gli scatta dentro.

Così col fatto che è appassionato, Henri coanda fa gli studi nel campo. Nel 1910 lui che aveva ventiquattro anni convince Eiffel l’ingegnere a dargli una mano e costruire una portantina mobile da montare sui treni perchè quando non hai una galleria del vento è difficile capire se i tuoi aerei volano davvero, sulla carta sembrano tutti carini ma non riesci a convincere nessuno a salirci.

Qualche anno dopo, verso quell’età che i suoi coetanei cominciavano ad uscire dalle università laureati, Coanda, durante una prova di volo perde il controllo del suo aereo e viene giù dall’altezza di 1200 metri come una pera.
Sarebbe curioso capire nel dettaglio come ha fatto poi a salvarsi, ma quello è il meno. Il più è capire com’è possibile che uno che cade come una pera da mille duecento metri dentro un trabiccolo di lamiera in fiamme gli viene in mente, perchè questo è quello che è successo, gli viene in mente di guardare il fumo e di notare, perchè vederlo l’avrebbero visto tutti, è notarlo il grosso della faccenda, di notare che il fumo, per delle proprietà particolari che poi, essendo sopravvissuto, ha anche descritto e che adesso si chiamano principio di Coanda, che il fumo di un aereo in fiamme che precipita da mille duecento fottutissimi metri, il fumo segue docilmente la carena.

Non posso fare a meno di chiedermi quando sento parlare di queste persone incredibili che sono poi quelle che fanno la storia dell’umanità, se siano dotate di un potere fantastico donato a pochi, il potere dell’astrazione, oppure se siano vittime dell’incapacità totale dell’essere dentro il momento, dentro le cose, capaci di descriverle e incapaci di viverle, votati allo scrivere la storia perchè dalla storia esclusi.

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