UNA MUSICA
Soundtrack: Smashing Pumpkins – Soma

Il problema di certa musica è che non ha senso se non la corteggi.

Voglio dire, ci sono musiche prêt-à-porter, che vanno bene un po’ dovunque un po’ in ogni situazione e soprattutto: in ogni stato d’animo. E questo succede in buona parte perchè chi le ha partorite è stato uno di quei genitori indifferenti che danno poco sentimento e un sacco di scuole private. Alle scuole private ti insegnano come si fa LA musica e non come si fa UNA musica.

La questione è che davvero, quando guardi le altre musiche, quelle non prêt-à-porter, se le guardi con occhio critico, ti accorgi che sono sbagliate. C’è sempre qualcosa di sbagliato. Magari non sapresti dire cos’è ma è sbagliato davvero, è oggettivamente sbagliato, spesso sono troppo lunghe o poco ritmate, spesso non è neanche nella canzone in sè, l’errore è proprio una condizione che ti senti addosso mentre le ascolti: non sai se devi ballare, sorridere o piangere, sono canzoni romantiche? E perchè il testo parla del lato soleggiato della strada?

Spesso il problema che hanno queste musiche è che non vanno d’accordo con niente. Non puoi metterle in una compilation (non vanno d’accordo con le altre canzoni), non puoi ascoltarle in macchina (non vanno d’accordo con l’autoradio), non vanno d’accordo col tempo che fa, nè con l’ora del giorno. E spesso non puoi neanche consigliarle ai tuoi amici (non vanno d’accordo neanche con loro). Addirittura alcune  musiche pretenziose non vanno neppure d’accordo con il volume alle quali le ascolti, sono musiche donne, alcune sono musiche soffuse, alcune sono musiche di volume alto e se le ascolti al volume sbagliato ti viene come un mal di stomaco strano, quello è il modo della canzone per dirti che sei fuori strada. Sono musiche che decidono loro e se le segui, se trovi il momento giusto, lo stato d’animo giusto, e la meteorologia giusta, allora lì ti sorridono, si lasciano un po’ andare e, se è la loro giornata, si fanno ascoltare come nessun’altra musica sa fare.

Credo che la grande differenza sia la necessità. Queste sono musiche che in qualche maniera erano necessarie a chi le ha scritte. Erano come un pezzo di loro, sono musiche estremamente egoiste ma incredibilmente universali in quanto legate a quello che di più universale al mondo c’è: i sentimenti.

Mentre chi fa musica prêt-à-porter SA che sta scrivendo una canzone per quelli che ballano, o per quelli gay, o per quelli che vogliono canticchiare un bel ritornello, le canzoni non prêt-à-porter vengono dalla necessità di uno che non può fare a meno di fare una canzone e se gli riesce, perchè lì è anche questione di bravura, riesce a mettere un pezzo di questa cosa che sente e, come dire, dargli un respiro che sia in qualche maniera quello dell’universo.

Queste canzoni non parlano alle orecchie, parlano a qualcosa che sta tra lo stomaco e il diaframma.

Annunci