IL TEOREMA DEL MAIBAUM
breve saggio sull’infelicità delle donne belle

Soundtrack: Kate Nash – Pumpkin Soup
Vado in discoteca e vedo una ragazza molto bella direi quasi bellissima che balla in questa maniera provocante. Non è provocante per me è provocante verso tutto l’insieme della fauna maschile.

Allora io mi avvicino in qualche maniera e mi sembra sempre di essere un po’ fuori dalle cose che bisogna fare per entrare nelle grazie di una donna così, e non capisco come mai. Quando poi vengo respinto, avendo dunque un sacco di tempo libero, mi trovo a leggere un piccolo trafiletto di folklore, sul gioco del maibaum. E di colpo mi si schiariscono le idee.

Il maibaum era un gioco che si faceva in Germania, consisteva nell’ungere una pertica molto alta con del grasso di animale e metterci in cima delle cose da mangiare. Poi i maschi del paese si arrampicavano in cima alla pertica facendo una fatica impressionante allo scopo di prendere le leccornie che erano appese. In italia questo gioco era meno diffuso e si chiamava l’albero della cuccagna.

La sensazione che ho quando vedo delle donne belle, ho pensato, è che si percepiscono come un salame appeso in cima alla pertica. Si pensano come una specie di premio per quello che riesce ad arrivare lassù. Questo vuol dire, se guardiamo da vicino, diverse cose orrende.

La prima è che loro scelgono il loro uomo in base a quanto questo sia bravo a scalare pertiche e non a milioni di caratteristiche che un uomo potrebbe avere, tra le quali simpatia onestà capacità di cucinare o bravura nell’allevare i figli che non sono in nessun modo correlate alla bravura nello scalare pertiche.

Concependo il tutto come una gara di cui loro stesse sono il premio, portano gli uomini ad essere obbligati ad entrare in competizione. Essendo una gara con regole non scritte spesso vince chi gareggia sporco. Fatto curioso che queste donne poi siano quelle che riportano frasi come "tutti gli uomini sono stronzi" (alimentando tra l’altro la vecchia teoria psicologica delle profezie che si autoavverano).

Un’altra cosa che si può trarre che è forse la più triste è che le donne belle non sanno niente di niente di che cosa vogliono della loro vita se continuano a scegliere uomini in base alla loro capacità di scalare pertiche, e neanche hanno la possibilità di capirlo, se sono convinte che questo sia il modo giusto. Forse la sconfitta più alta è questa, la perdita totale di loro stesse.

L’ultima osservazione curiosa è che se la donna sulla pertica è una, la questione può anche funzionare. Il problema è che come tutti  mercati, quando c’è disponibilità della materia la merce si svaluta. A Milano, patria della bella donna sulla pertica, le donne si trovano nella curiosa condizione di avere pertiche talmente alte che sono raggiungibili solo da scalatori professionisti, i quali, aridi come bestie, hanno fatto dello scalar pertiche una professione.

Così noi poveri ragazzi di montagna ci si sente sempre come quelli che in qualche maniera ci manca qualcosa.


Se trovo il modo di spiegare alle ragazze questo semplice teorema mentre ballo in discoteca, è fatta ragazzi: è fatta.

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