SONO UN RAGAZZO FACOLTATIVO
Soundtrack: Gomez – How we operate

Io da piccolo ero un bambino facoltativo. Ogni tanto esistevo ogni tanto non esistevo. Uno pensa che un bambino facoltativo decida lui quando esserci quando non esserci: niente di più sbagliato.

Io quando dovevo fare le cose avevo paura, alla fine non facevo niente. Se mi obbligavano io alla fine le facevo ma poi mentre le facevo scomparivo perchè ero facoltativo.

La cosa brutta di essere facoltativi sono le conseguenze. Da bambino spesso le grandi decisioni qualcun altro le prende per te, le conseguenze anche. Il problema viene da adulti.

Io la mia facoltatività pensavo di averla risolta intorno all’adolescenza. Da allora non ero più sparito, magari qualche volta sì, ma sporadicamente, tornavo presto, sempre in tempo per prendermi le conseguenze del non esserci, perchè la vita da adulti è un po’ come un autobus in corsa, che tu ci sia o no alla guida, lui va.

Io l’altro giorno però, sono sparito di nuovo.

Ero dal dentista perchè mi si era rotto un dente di quelli in fondo e c’èra una ragazza prima di me che la stavano trapanando e lo facevano con la porta aperta. Io sentivo il trapano nei dettagli dalla sala d’aspetto.

Quando la ragazza è uscita io ero quell’ammasso molliccio che c’era sulla poltroncina.
– tocca a lei?, mi ha detto il dentista.
– no, gli ho detto.
la sala d’aspetto era vuota.
– sì che tocca lei, mi ha detto il dentista.
Io allora mi sono alzato, l’ho guardato negli occhi, velocità, determinazione, ho pensato, e gli ho detto:
– Mi hanno chiamato adesso che ho un impegno di lavoro tra un’ora, facciamo solo un controllino veloce.

Io manco ce l’ho un lavoro.

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