DI SBORNIA MISTICA
E DI BALLA LAICA
Soundtrack: F. Tricarico – Una vita tranquilla

Esce dal bar quest’uomo enorme, faccia e abbigliamento da bestia di satana, barba incolta, capelli lunghi legati dietro ed enorme pancia da birra. Guarda la folla, saranno almeno trenta persone davanti al bar, e ne sceglie una. Sono io.

Io ho una lunga tradizione di pestaggi davanti ai bar. Una lunghissima tradizione di ceffoni e pugni e minacce, tradizione dovuta soprattutto a questa faccia da buontempone che mi ritrovo, da questo modo di attaccare bottone con tutti, e soprattutto da questo sorrisetto da D’artagnan di cui non riesco a fare a meno. Ci fosse da specificare, nonostante io sia un metro e novanta di florido omino ben piazzato le ho sempre e solo prese.

Così quando arriva verso di me, io neanche mi muovo più. Tanto per uno che cerca una scusa per ucciderti anche scappare è una scusa per ucciderti. Non è che tremo, non è che ho lo sguardo coraggioso, o che evito il suo sguardo, sono semplicemente in una condizione di totale accettazione dell’universo, anche nelle sue sfaccettature meno nobili: aspetto la fine come uno che aspetta l’autobus in una splendida giornata di sole.

Questo mi si fa davanti sempre più enorme, e la sua ombra mi copre, come in un film. Mi guarda dritto negli occhi e mi dice:
– ma secondo te Gesù come ha fatto a nascere preciso preciso nell’anno zero?

Tiro un bel sospiro di sollievo.

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