MI ASPETTAVO I SENTIMENTI
Soundtrack: Zen Circus – Punk Lullaby

Certe volte uno si trova a soffrire, e dico sofferenza seria, per delle cose di un’idiozia impressionante. Uno si trova a soffrire per delle convinzioni con cui uno ad esempio cresce, delle convinzioni che ha dalla nascita che poi ad un certo punto si trova ad accorgersi che sono inadeguate a spiegare cosa succede e rimane così, un po’ sbalordito dal fatto che fino a quel momento una sua teoria sul mondo funzionava, poi di colpo non funziona più.

Io per esempio una teoria mia che avevo era che i sentimenti in qualche maniera seguissero una specie di logica. Fosse come nei film, che la gente piange quando te lo aspetti, quando ti sembra giusto che pianga. Che se sei ad un funerale, allora per forza ti doveva venire la tristezza. Oppure se stai con una ragazza che ti piace dovevi bruciare per forza d’amore ogni attimo, secondo la mia teoria. Secondo questa teoria che avevo c’era una correlazione piuttosto precisa tra le cose. Le teorie quando sono sbagliate, di solito hanno una sorta di sicurezza precisa dentro.

Io l’altro giorno mi sono accorto che erano venticinque anni che mi aspettavo i sentimenti, che mi sentivo in qualche maniera sbagliato per il fatto di non averli, o di averli in momenti sbagliati. Vuoto, come dire. La domenica pomeriggio guardavo una giornata di sole e mi veniva come il fatto che avrei dovuto essere felice e invece non ero niente di niente e mi sembrava di avere qualcosa di sbagliato, nella testa o nel cuore. Oppure certe volte mi facevano un regalo e mi sentivo che avrei dovuto essere riconoscente, avere del calore nel cuore che non avevo.

Poi ad un certo punto l’altro giorno facevo la doccia e ho pensato che in fondo uno non può più di tanto desiderare di essere qualcosa di diverso da quello che è, che sembra una banalità, ma il problema è che se la gente la giudichi con un metro che ha una certa moralità (uno che non è felice con tutta la roba che hai te è per forza un verme) poi ti trovi di colpo a giudicare anche te con lo stesso metro e a sperare di non scoprirti infelice per non trovarti obbligato a sommare al peso della tua infelicità, anche quello della tua inadeguatezza.

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