SUCCESSI DI MARKETING
NELLE MULTINAZIONALI DEL MOBILE
Soundtrack: Idlewild – once in your life

Mi è toccato l’altro giorno di andare all’ikea. Mentre mettevo in pratica il mio meraviglioso e sudato processo d’acquisto, mentre vincevo le ragnatele morali che cattolicesimo e visione marxista hanno radicato in me, mi è successa una cosa strana: mi sono per un attimo visto da fuori. Cercando di fare tesoro di questa esperienza extrasensoriale, ho notato due cose di cui mi sembra il caso puntualizzare i dettagli.

La prima è che io spesso quando vado all’ikea faccio una lista delle cose da prendere e già questo è curioso. Sto comprando scrivanie come compro lo yogurt.

Ma poi l’altra cosa curiosa è che di solito questa lista è molto dettagliata e ricca di dettagli e di misure e di note colore e di numeri che ho preso dal sito cosicchè io dovrei limitarmi ad andare allo scaffale 22, postazione 8 e prendere il mio comodino da nove euro in legno non lavorato poi pagare e uscire, un lavoro pulito, roba di minuti.

E invece poi quando vado a comprarlo il mio processo d’acquisto subisce una strana e curiosa deformazione che sebbene fosse diretto e smerigliato e basato sulle solide radici della necessità, poi di colpo gli viene dentro qualcosa – non so bene cosa sia – che mi fa trovare con in mano un piatto con delle umlaut nel nome e chiedermi – ok, se lo compro come posso giustiificare il mio acquisto?

Ecco finalmente spiegato perchè al posto di un portapenne ho un grosso vaso di porcellana in cui devo entrare fino all’avambraccio per prendere una biro.

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