IL RUOLO DELLO SCRITTORE
Soundtrack: Strauss – Il treno del piacere

Una volta lo scrittore era un mestiere relativamente facile,  la sua funzione finale, dello scrittore, era relativamente facile. Era, più che facile, piuttosto chiara e ben delineata: lo scrittore era residuale, il suo scopo nella società, il suo fine ultimo, era, magari anche a sua insaputa, indagare tutte quelle cose che le scienze e lo scibile umano non avevano ancora abbracciato.

C’era tutta la sfera della paura, tutta quella della tristezza, dell’invidia e via così. Ma anche cose grandiose come l’assalto al forno delle folle inferocite e le battaglie e la caccia alle balene, era la sensibilità a guidare certe cose, i sentimenti erano la bussola degli scrittori.

Adesso fare lo scrittore è una cosa piuttosto complicata. Non tanto lo scrivere in sè, proprio la funzione. Perchè per fare cose grandi ci vuole uno scopo alto e ad oggi gli scopi alti siamo un po’ carenti, gli assalti ai forni sono sociologia, psicologie delle masse, la caccia alle balene sono documentari, le battaglie sono telegiornali, ogni cosa ha un suo modo di essere raccontata, una sua specifica maniera.

Infatti, oggi, guardare gli scrittori, sembra che più che fare le grandi letterature o scrivere le grandi storie senza tempo, cerchino di rimettere insieme i pezzi di cose che si sono disperse, di rincorrere con la coscienza certe cose che succedono comunque, anche se nessuno, mentre succedevano, sembrava esserci davvero.

alcuni conoscon bene le varie specie
delle piante altri quelle dei pesci
io conosco le separazioni
alcuni enumerano a memoria i nomi
delle stelle io delle nostalgie
(N. Hikmet)
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