ETICA DEL CONTRAVVENTORE

Vado a giocare a basket con B e altra gente. B quado stiamo per andare via mi indica due ragazze e mi dice gli diamo un passaggio io dico volentieri glielo diamo. Così portiamo le ragazze che abitano dall’altra parte della città e io parcheggio sopra un posto degli andicappati perchè conto che essendo noi sudati e vestiti da giocatori di pallacanestro non ci fermeremo più di tanto. E mi sbaglio. Incontro un altro B che non vedo da tempo e mi offre da bere un sacco, io prima di bere dico all’altro B se guida lui, guido io mi dice.

Entra una ragazza molto bella mi dice ci sono i vigili che fanno le multe ti hanno multato. Esco di corsa per quanto due ore di basket mi concedano e vedo la vigilessa che scrive di fianco alla mia macchina. Sono il proprietario della macchina, le dico, mi volevo scusare tantissimo. Scusare di cosa mi dice, che ho contravvenuto, le dico, e dalla faccia che fa mi viene il dubbio che contravvenire non voglia dire quello che io volevo dire. Lei non è invalido, mi dice. Son due giorni che mi fa male la gamba, le dico, non so se vale.

Così provo ad argomentare sul fatto che ci sono due tipi di persone, quelle che mettono la macchina sugli andicappati e sperano di non essere beccati e ci sono quelli che invece sono idioti, perchè non contravvengono mai, quando lo fanno, vada a guardare la patente ho tutti i punti intonsi, fanno queste cazzate qui, si dimenticano la macchina sui diversamente abili.

Poi non mi sembra convinta così le dico guardi è una dimenticanza dovuta al fatto che sono innamorato, le dico. Vorrà mica multare un innamorato, le dico.

Così dopo un po’ lei mi dice  se sposta la macchina in fretta facciamo finta di niente. Io allora la guardo negli occhi, sarà che ero ubriaco ma a me sembrava bellissima, le dico guardi io lo so che una persona normale la macchina la sposterebbe e finisce qua, però senta per onestà glielo devo dire, io sono ubriaco. Lei mi guarda come si guarda una collezione di insetti tropicali, un misto curioso di stupore e ribrezzo.

Le spiego che ho già il guidatore analcolico designato e le spiego perchè sono vestito come un idiota e le spiego perchè puzzo così intensamente di sudore e tutto, ma ci tengo a precisare che per correttezza, per questione di ordine globale, anche se si tratta di fare quei due metri, io la macchina non la voglio spostare se sono ubriaco, perchè io credo nello stato e nelle istituzioni e se mentre sposto la macchina investo un bambino io non me lo perdonerei mai, le dico.

Così chiamo B che deve spostare la macchina. Quando B ha spostato la macchina la vigilessa viene mi dice senta ci ho ripensato, la multa gliela do lo stesso. E’ tutto surreale, però sorrido e
– va bene le dico.
– va bene, mi dice lei.
poi mi guarda e
– le tolgono i punti dalla patente, mi dice.
– ah.
– sì. e sono 90 euro di multa, mi dice.
– ah.
– mi dispiace.
– anche a me, le dico.
scrive la multa, mi saluta e mi dice:
– si faccia vedere per quella gamba che le fa male. E fortunato lei che è innamorato mi dice.

Era una scusa le dico, mentre si allontana, ma non mi sembra sentire.

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