VIVISEZIONE DELL’ONESTA’
Soundtrack: The Bad Plus – Flim

Del post qui sotto è importante capire una cosa: che non è uno schema. Non è un elenco puntato, non ha in nessuna maniera la volontà di essere esaustivo. Perchè se c’è una cosa che ho realizzato quando tratti delle persone è che se schematizzi troppo poi non riesci a farcene rientrare nessuna, nelle tue categorie. Secondo il mio personale parere il bello viene da dopo la metà, di queso post, quindi io terrei duro.

Le persone, ho pensato, sfumano in diverse forme di onestà.
Ci sono le persone oneste, che sono le persone che fanno quello che è giusto anche se va contro quello che vogliono loro. C’è una cosa a proposito di queste persone da dire. Ed è che mentre la filosofia e le religioni ne parlano parecchio e in bene, la letteratura sostanzialmente le ignora. Questo per il semplice motivo che queste persone sono tenacemente noiose e prevedibili e poche. Il che non è da sottovalutare perchè le masse provano per queste persone di solito una sorta di amore e odio che dipende dal fatto che se da una parte le stimano e si fidano di loro, dall’altra le odiano in quanto riflettono tutti i loro momenti di debolezza.

Ci sono poi le persone medie. Sono le persone che fanno bene o male quello che il senso comune farebbe, tendenzialmente abbastanza buono, non si appigliano ad una grande etica globale ma piuttosto ad etiche casalinghe e collettive. Vengono deviate da movimenti sociali storici, svarioni collettivi e pubblicità. Sono abbastanza imprevedibili e circostanziali, chi più chi meno.

Poi si sfuma verso le persone trasversali. Sono persone che hanno deciso di decidere e vagliare situazione per situazione in un lavoro di setaccio e cesello spaventoso. Di solito riescono a selezionare situazione per situazione il giusto equilibrio tra quello che vogliono e quello che è giusto facendo un lavoro impeccabile di mediazione e trattativa. Anche di queste la letteratura ignora le gesta in quanto in buona parte si dimostrano: lenti. E spesso inadeguati a gestire situazioni complesse. Agli occhi delle masse queste persone risultano spesso bipolari, a momenti messi nella categoria degli onesti, a volte in quella dei disonesti, e spesso da fuori sembrano non seguire nessuna razionalità.

Poi, stavolta con un taglio netto, si scala verso le persone disoneste. E qua viene il bello. Queste sono le persone che mettono il loro bene prima del giusto. La cosa che si dimostra curiosa è che loro sanno bene cosa sia se non il giusto, almeno il senso comune che stanno violando. Così nel rapportarsi con gli altri una persona disonesta applica una serie di strategie, che noi qui dividiamo ancora in gruppi:

I mistificatori: posti di fronte alla loro disonestà vanno in un mondo di frutta caramellata e canditi dove loro sono onesti e la gente con cui hanno a che fare si arrabbia con loro senza motivo. Se posti a valutare il proprio operato ci si trova di fronte a descrizioni fumose e tendenziose che hanno lo scopo di preservarsi psicologicamente dal doversi giudicare effettivamente persone disoneste.

I deboli: vorrebbero tantissimo essere onesti ma richiede una sorta di forza che non hanno. Sanno di essere disonesti e anche se difficilmente lo ammetterebbero, gli dispiace.

I diffusori di responsabilità: sostengono che siccome nel novantacinque si sono fidati di Franco loro amico d’infanzia che li ha poi traditi, è conseguenza logica che il mondo è una merda e quindi: sono rimasti amici di Franco, hanno capito che non ci si può fidare di nessuno, ammettono le loro colpe se scoperti, fanno la faccia un po’ triste e un po’ che dice: è dura per tutti.

I dichiaratori aperti: se richiesto, senza vanto e senza giustificazioni, ti dicono che sì: loro sono il tipo che ti pugnala. Non alle spalle, ma ti pugnala.

I disonesti vanesii: fanno dell’essere stati disonesti un vanto e una bandiera. Loro raccontano come hanno tradito e gabbato la fiducia sciocca del prossimo con una sorta di orgoglio nella voce. Per loro l’onestà non ha nessun significato se non una debolezza curiosa che certa gente ha. Un ritegno strano a prendere i frutti del mondo, che sono lì per tutti, ma che solo loro hanno la forza di prendere.

C’è poi alla fine un’altra categoria, che sebbene faccia parte dei disonesti secondo me ne è fuori, perchè se fino ad ora si parlava del rapporto tra il giusto e l’utile, adesso siamo nell’oceano sconfinato dell’assenza totale di parametri.

C’è una categoria di persone che sta bene a far star male le persone. L’unico modo che queste persone hanno per essere qualcosa vicino alla felicità è vedere di aver rovinato qualcosa di bello, è vedere di essere riusciti a controllare qualcosa deviandolo al nulla. Spesso hanno strategie incredibilmente studiate e riescono a creare vincoli fortissimi e viscerali di fiducia che usano per abbassare le difese delle persone, per studiarle bene e colpirle nell’intimo il più possibile. Usano la disonestà funzionalmente ad un sistema tutto loro di pesi e misure per tenerti vicino. La cosa fondamentale che questa gente vuole è il tuo tempo, inghiottirlo.

Ecco io vorrei dire che di queste persone solo negli ultimi nove mesi ne ho conosciute tre. Con buona parte ho stretto relazioni che vorrei chiamare quasi intime, per poi restare deluso. Non abbattuto, deluso.

Io vorrei dire a queste persone che nonostante i loro ripetuti tentativi, io sono ancora di buon umore.

E ancora mi fido della gente, buona parte delle volte con ottimi risultati.

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