PARS DESTRUENS
Soundtrack: Wim Mertens – Time Passing

In generale credo che il posto migliore per guardare alle cose sia stare sdraiati in mezzo tra la pratica e la teoria, nel punto esatto dove queste due cose sono talmente vicine da essere alla fine la stessa cosa. Perchè a ben pensarci, questo sono: la stessa cosa, vista da due punti diversi. E’ una cosa complicatissima stare lì in mezzo, ma se ci riesci per un attimo ti capita di vedere chiarissime le cose, per una volta ordinate, vedere i fatti che seguono i binari della teoria e vederli scioltamente andare e avere la sensazione piacevole e quasi incredibile che non siano in nessuna maniera pericolosi, che siano roba tua, che hai deciso tu, che controlli tu.

Ti capita anche il contrario, che alcune teorie, mentre stai sdraiato lì in mezzo, non significhino niente. Siano dei binari che ad un certo punto si allargano o si stringono, e i fatti da quei binari deragliano e si perdono in un attimo, insieme alla sensazione calda di capire le cose, in una specie di nuvola rumorosa.

Un esempio di questi binari secondo me, è questa storia della lotta del bene e del male. Se ne fa un gran parlare della lotta tra il bene ed il male, bè io non la vedo, vado in giro e non la vedo. Non mi sembra che ci sia nessuna lotta, che sarebbe comunque segno di qualche tipo di dialettica, ma anzi mi pare che i due convivano tacitamente, mica solo tra persona e persona, ma anche nelle stesse persone. Mi sembra che male e bene siano non parenti, non amici, ma frequentino magari qualche volta gli stessi bar, a malapena si siano visti qualche volta, a malapena si salutino, e facciano entrambi il loro dovere, piuttosto ignari l’uno dell’altro.

Mi sembra quasi che questa cosa della lotta sia una di quelle cose un po’ cattoliche che non possiamo fare a meno di avere dentro, cattolici o meno che siamo.

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