QUELLA COSA DA CHIEDERE ALLA POLVERE
Soundtrack: Hungry Villagers – Tree full of ghost

Credo di aver letto quest’anno, per tutto l’anno, almeno una volta al giorno, quel pezzo di Chiedi alla polvere in cui ad un certo punto Camilla chiede ad Arturo Bandini, grande scrittore in erba, di leggere i racconti del ragazzo di cui lei è innamorata. Arturo li legge e scrive una lettera furiosa, cercando in tutti i modi di ferire quel ragazzo, che per inciso gli ha rubato il cuore di Camilla che era suo di diritto. Il pezzo inizia quando ad un certo punto Arturo è di fronte alla bussola delle lettere ed è gioioso per quanta cattiveria sia riuscito a convogliare con la penna contro quell’uomo. Mentre è lì, per un attimo alza gli occhi e vede il deserto davanti, e capisce in quell’istante qualcosa come il fatto che il destino di quel ragazzo, il suo, quello di Camilla sono poi tutti abbastanza uguali, e che il deserto prima o poi è quello che le cose diventano quando finiscono, senza grandi differenze o preferenze. Così allora torna a casa e furiosamente scrive una lettera diversa, che è inutile che io stia qui a spiegare.

Poi un giorno va da quel ragazzo che sta per morire, lo va a trovare a casa. Iniziano a parlare di scrittura, e Bandini non lo dice chiaro ma pensa sotto sotto una cosa, oppure a me piace pensare che lo pensi. Pensa che quel ragazzo non è che non sia bravo a scrivere per qualche cosa fantasmatica di talenti non fioriti, o robe così. Bandini pensa che in qualche maniera lui non sia capace perchè certe cose non le vuole ammettere. Cioè per Aturo Bandini, o per Fante, adesso non lo so, la bravura è qualcosa che ha a che fare in buona parte con la verità. Bandini in qualche maniera pensa in questo modo un po’ americano, che se volevi trovare una maniera di scrivere dei bei racconti, allora la trovavi.

O così mi pare di aver capito.

Un’altra cosa che non ho capito è se sono d’accordo o no.

Annunci