A.I.


Secondo me c’è una sorta di arroganza certe volte dentro alle parole, per come le assembliamo.

Per esempio questa cosa dell’intelligenza artificiale. Già il fatto che si chiami "intelligenza" è una specie di giudizio di valore. Avessero detto, che so, pensiero artificiale, avrebbero lasciata aperta l’idea che un computer potesse concepire anche una cagata. "Intellgenza artificiale" questo spazio di manovra non o lascia.

Ti sottomette già come idea. Ha già dentro delle aspettative.

Le quali vengono peraltro deluse pienamente quando il mio correttore ortografico mi suggerisce, come sinonimo di "prossemica", la parola "proscimmia".

Annunci