SE L’AVESSI VOLUTO FARE, PROBABILMENTE L’AVREI FATTO

E poi si mette a raccontare le cose che fa e io per un attimo provo qualcosa di più forte ancora dell’empatia, mi sembra quasi per un attimo di ragionare esattamente come ragiona lui, senza tutte queste domande, senza tutte queste complicazioni, senza tutte queste indecisioni, semplicemente e linearmente. E ho la sensazione netta, in quel preciso momento esatto, di aver sbagliato tutto, di aver investito su un cavallo perdente dall’inizio, con questa roba di cercare di capire: lui mi racconta le sue cose ma quello che a me arriva è che non c’è niente da capire, non c’è niente di niente.

Rimango per un attimo indeciso, come sull’orlo di qualcosa, e poi (sarà stata una scelta?) ritorno a fare come ho sempre fatto, con un po’ meno convinzione di prima.

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