LA VECCHIAIA HA PRESO IL MIO CANE

La vecchiaia ha preso il mio cane un giorno che era distratto, perchè la gioventù è una cosa di concentrazione.

Prima di qualche mese fa non era mai stato malato, se escludiamo quella volta che aveva mangiato una costina intera con l’osso ed era rimasto una settimana nella cuccia, per concentrare tutta la sua energia vitale nei succhi gastrici. Se escludiamo l’episodio della costina, in diciassette anni il mio cane mai aveva avuto niente.
Viceversa sotto natale ha avuto un declino formidabile, presentando ben quattro patologie diverse nel giro di poco più di un mese. Una di queste era una forma strana di sinusite per cui continuava a starnutire sangue a fiotti,  con il risultato che se entravi in casa nostra quei giorni lì, ti sembrava il set di un film horror: sangue sulle pareti, sul divano, sui letti e in cucina, sangue nei posti più impensabili, col risultato di farmi scoprire parti finora proibite della vita del mio cane. Posti in cui non lo avrei mai potuto immaginare, adesso, a giudicare dalla quantità di sangue, li scoprivo essere tra i suoi preferiti.
Oltre a questa strana sinusite, ha sviluppato un’altrettanto strana infezione all’altezza della zampa posteriore sinistra, per cui il tessuto lì intorno sembrava necrotizzato. Dei funghi, erano, che gli stavano mangiando via pezzi del sedere. Poi mi chiedono perchè odio i funghi, il perchè è chiaro: hanno cercato di ammazzare il mio cane, divorandolo a cominciare dalle sue parti meno nobili.

La vecchiaia ha preso il mio cane un giorno che era distratto, e quel giorno ho capito che non bisogna pensare alla vecchiaia come la si pensa di solito, come una specie di malattia degenerativa che hai di partenza, ma piuttosto come una stanchezza, una fatica che viene ad un certo punto della vita, e tutta assieme.

Io oggi guardo il mio cane fare le scale a fatica per venire da me a scodinzolare e penso che, con tutta la fatica che gli richiede il venire fin qui, il fatto che lui ci venga lo stesso mi dice che per lui io sono più importante di quanto mai avrei pensato. E mi sento un po’ in colpa in qualche modo.

Ma soprattutto, e a parte tutto, io guardandolo sento un bisogno incredibile di qualcosa, una specie di urgenza strana di volergli bene che purtroppo, a causa della mia incapacità in questo genere di cose, non riuscirò probabilmente a soddisfare.

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