IL PROBLEMA DELLA RIPRODUZIONE

L’altro giorno parlavo con una mia amica della vita degli squali, e avevamo entrambi alcune domande sulla loro riproduzione, che ci pareva in ogni caso piuttosto curiosa. Sapevamo per certo che non sono mammiferi, ma poi il resto era piuttosto confuso. Che lo squalo nascesse dalle uova mi pareva una cosa piuttosto stramba. Questo sosteneva invece la mia amica, la quale però è stata messa di fronte alla sua ignoranza riguardo a quanto poi nel dettaglio queste uova fossero grandi.

Mano a mano che cercavo su wikipedia, il problema di come si riproduca lo squalo si è spostato piano su sfumature più intime dell’atto della riproduzione, su cui mi pare il caso porre qui l’accento.

Gli squali, come molti sapranno, non hanno la vescica natatoria, che è quella che stabilisce la profondità a cui il pesce si trova e la mantiene. Lo squalo, non avendola, è obbligato a nuotare sempre, in caso contrario, semplicemente, e contro ad ogni intelligenza: affonda. Lo squalo inoltre è anche dotato di una pelle incredibilmente liscia, che permette alla sua massa enorme di muoversi con velocità nell’acqua.

Le due cose in fase di accoppiamento, ho scoperto, rendono tutto particolarmente difficile, al punto che:
a) il maschio ha 2 peni perchè uno spesso si rompe
b) la femmina spesso uccide il partner durante l’accoppiamento, mordendolo per tenerlo fermo.

Così, mi pareva importante che il mondo sapesse.

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