E faremo un film.
E sarà un film perfetto,
americano,
avrà scene di tutto
d’amore, di guerra, di odio.
Di guerra? L’ho detto?
Ce ne sarà: un sacco.

 

Avrà però anche
mostri alieni zombie
in egual misura
avrà storie di guerra.
Ancora?, sì ancora,
ma niente paura:
i buoni saranno attaccati e vittime
e giustificati, quindi, alla violenza,
alla rivalsa, alla vittoria.

 

E astronavi avrà, a centinaia,

e inseguimenti, come dimenticarli,

in cui qualcuno abbatterà una bancarella di frutta.

E i buoni ad un certo punto si minacceranno a vicenda
ma poi faranno la pace
e le dicotomie tra bene e male
saranno sconvolte solo finchè è accettabile.

 

Se avrà violenza esagerata
o mancanza di morale
sul poster vi sarà scritto:
“una critica feroce
alla società americana”,
a riportarlo poi sul giornale,
ci penserà un idiota
che ci lavora.

 

Avrà viaggi,
almeno due,
in località fuori mano,
più Barbados e muraglia cinese
che sobborghi di Milano.

 

Se avrà sesso,
non mostrerà sessi,
ma atmosfere, allusioni
e un culo,
(di lei),
indiscutibilmente sodo.

 

E un virus, ci sarà,
o un mostro,
creati dall’uomo,
sfuggiti al controllo,
finchè dall’uomo domati.

 

E i dialoghi,
i dialoghi che avrà
il nostro film perfetto,
smerigliati di tutto l’inutile
e di non-spettacolare,
non avranno una pausa, un’insicurezza,
che non sia stata decisa, pianificata,
clamorosamente predetta,
così da non provocare a nessuno
horror vacui.

 

E la psicologia dei cattivi
sarà stare dietro porte
ad aspettare, col coltello alzato,
l’arrivo di qualcuno che li disarmerà.

 

E i buoni vinceranno per astuzia
e per merito
e finirà con uno scontro finale
eroico
e con la vittoria del bene sul male
o del male sul bene se avevamo deciso
che lo spettatore fosse,
– brivido di novità –
dalla parte dei cattivi.

 

I personaggi, poi, saranno
tristi,
il giusto,
afflitti,
il giusto,
eroici,
il giusto,
patetici
mai,
nè mai tristemente consapevoli di non farcela
o abulici
o noiosi da vedere,
al contrario delle persone che conosco io.

 

Mai neanche troppo pieni di se’.
Ammenochè cattivi.
Se saranno cattivi avranno
tutti i segni evidenti della cattiveria:
arroganza, denaro,
strani rapporti con le donne
saranno perversi e mai
troppo profondi o giustificabili.
Avranno scuse e non motivazioni,
avranno ville non abitazioni,
avranno scopi non amicizie,
avranno cicatrici e malumore,
e avranno la strana caratteristica
di non assomigliare per nulla
a nessuno che conosciamo
perchè nessuno dal nostro film
si senta turbato.

 

E non dimenticheremo, nel farlo, il significato,
o la morale,
che non venga in mente a nessuno di pensare
che sia un film leggero, o vuoto.

 

Sarà un discorso,
il nostro film,
sulla natura dell’uomo:
sarà generale a sufficienza
da non toccare nessuno,
sarà particolare e dettagliato
da non somigliare a nessuno
e quindi, in fondo,
sarà innocuo.

 

Ricalcherà grandi temi consolidati
grandi paure inconsce
senza sbilanciarsi,
senza approfondire
ironizzando leggermente, e ricalcando
il buon senso comune:

 

l’uomo crea la sua fine
(un virus? un mostro?)
poi salva sè stesso:
punito per essersi sostituito a Dio,
poi premiato per averlo fatto.

 

Diremo tutto, nel nostro film,
così da non scontentare nessuno,
così da non scontrarci con nessuno,
così da non svegliare una coscienza,
che ci ponga domande
a cui saremmo chiamati a rispondere.

 

E faremo un film,
e sarà perfetto,
in loving memory,
of Alfred Hitchcock.

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