Ad un certo punto, tra le centinaia di lavori che ho fatto, sono stato anche l’assistente dell’assistente di un fotografo di moda. Ritoccavo qualche foto, facevo qualche cosa in studio, robe così. “Lo stagista”, mi chiamava, seppure non ci fosse un contratto, né una paga, né orari, né un progetto formativo, né niente del genere.

Così un pomeriggio arriva una telefonata, sono incazzati perché il set é allestito ma qualcuno si é dimenticato di chiamare i modelli. Il fotografo si scusa al telefono con la persona che chiama poi dice Ma come faccio adesso a trovarti uno così, come mi chiedi te, che sembri uno studente, poi alza gli occhi mi vede, allora dice al telefono Tutto risolto, te ne mando uno tra dieci minuti.

Mi dá due colpetti con la mano ai capelli e le istruzioni su come raggiungere il posto.

E’ agosto inoltrato e nel marciapiede rimangono le impronte delle scarpe, mentre cerco la porta.

Mi fanno sedere su un divanetto, tra un noto modello e ballerino cubano (noto soprattutto per essere stato ad un passo dal matrimonio con una delle soubrette più arroganti della televisione italiana) e un suo amico che fa l’allenatore di body sculpting, nel tempo libero il ballerino, come hobby il cantante in diverse trasmissioni tv, e come secondo lavoro il modello per una nota pubblicità che avrete sicuramente visto, se vi è capitato di aprire un quotidiano, un giornale o una pagina internet nel periodo di tempo che va dal 2005 al 2010.

Un uomo arriva aggiustandosi i capelli, saluta i due ragazzi come se li conoscesse da tempo, poi guarda me e mi chiede, testuali parole:

– E tu cosa saresti?

Indeciso su cosa rispondere gli dico Sono quello che sembra uno studente. Lui fa la faccia che fanno i bambini quando vedono un uccellino schiacciato per strada, tra l’inorridito e l’incuriosito. Valuta brevemente gli impegni pendenti, decide di avere tempo a sufficienza da dedicare alla mia nullità, e mi porta in una stanza laterale, dove c’è una sedia da barbiere. Mi dà due colpetti con la mano ai capelli, poi mi dice Non ci siamo, vedi qui son tutti secchi, sai questo è uno shooting per il nostro calendario, siamo un franchising di parrucchieri, mi dice mostrandomi un calendario che in copertina vede il noto personaggio televisivo e attore Costantino Vitagliano, immortalato nell’atto di aggiustarsi una folta chioma di fulvi capelli neri.

Io annuisco e rispondo che ero a conoscenza del problema che ho con la secchezza dei miei bulbi capillari. Lui mi parla di alcuni prodotti che potrei considerare di usare in futuro. Io lo ringrazio, gli chiedo il prezzo più per cortesia che per interesse, lui me lo dice, io lo ringrazio nuovamente declinando l’offerta, lui mi dice che meno male non avevo intenzione di comprare il prodotto perché lì non lo possono vendere, ce l’hanno solo a livello dimostrativo.

Poi esco salutando i modelli, che nel frattempo si sono alzati in piedi. Il più piccolo dei due è alto due metri e cinque, e pare che gli abbiano montato due angurie al posto delle spalle.

Esco in strada, trovo un bar, ordino una birra, e finalmente arrossisco fino quasi a svenire.

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