de santa mocci grigoli _ pcaifh

Credere alle favole.

Credere alle favole vuol dire una cosa pericolosissima: vuol dire vedere il mondo come un puzzle i cui pezzi, è solo questione di tempo, si incastreranno tutti alla perfezione. In cui tutto andrà per il meglio. Avere la convinzione, contraria ad ogni evidenza, che il mondo sia un posto di precisione – mentre è di fatto un posto di approssimazione (o di approssimatezza, dipende un po’ da come lo si vuole vedere).

E non è un discorso pessimistico, il mio. E’ un discorso di sano, terrificante, amore per il caos, per la mutazione, per l’incostanza dei sentimenti, per la varietà di pensieri deboli. Io amo gli emarginati, gli esclusi, quelli che dalle fiabe sono dimenticati: una principessa e un principe, dopo mille peripezie, si amano e si sposano? E che ne è stato di quel principe che amava la principessa sinceramente, quel principe che, fuori da ogni logica, fuori da ogni razionalità, fuori da ogni economia o calcolo sociale, ha amato la principessa fin dal primo momento in cui l’ha vista, ma non aveva gli strumenti, la bellezza, la prontezza per dichiarare il suo amore? E cosa di chi l’amava talmente tanto da lasciarla libera nel momento della scelta, di prendere in marito un benemerito idiota e non lui?

Cosa di quel principe talmente buono e modesto che non si fa neppure accompagnare dai servitori in un viaggio per la mano della sua amata di sempre? Il mondo avrà chiaramente pietà di lui! E’ il buono, qui dentro! E invece no!, il mondo è (grazie al cielo!) uguale per tutti, la democrazia della tragedia non risparmia nessuno, non esiste un’economia della bontà, un giudice astrale che guarda le nostre azioni e decide, se siamo stati bravi, buoni o precisi, di preservarci.

C’è troppo nell’universo per metterlo in una fiaba, e se il prezzo è semplificare, io non ci sto.

Si scontreranno, i nostri principi e le nostre principesse, con le responsabilità delle loro scelte.

E’ l’unica cosa che posso augurare, a chiunque legga una storia: che l’aiuti a farsi un’idea del mondo il più precisa possibile. E questo perché, per quanto mi riguarda, tutto il discorso ha a che fare, alla fine con la cosa più importante di tutte: la felicità.

Se l’aspettativa è precisa, difficilmente si rimane delusi.

Annunci