– Buonasera, ero venuto a fare la rivoluzione, se me la lasciate fare.
– Ma prego prego, venga pure dentro, si sieda pure. Un caffè?
– No grazie io caffè preferisco evitare che poi, sa, l’acidità.
– Acqua? Un cordialino?
– Niente, grazie, davvero.
– …
– …
– …
– La rivoluzione, dicevo, son venuto per la rivoluzione.
– Sì, giusto. Adesso che mi dice, pensarci bene sarebbe meglio venerdì, che oggi abbiamo qua un po’ di problemi, mi è appena andato via l’idraulico.
– Capisco, è solo che venerdì poi non posso io, mia figlia ha il saggio del pianoforte.
– Quand’é così, se deve fare faccia pure anche adesso.
– No vabé ma senta non vorrei disturbare, facciamo che richiamo io, fissiamo un appuntamento. Anche per le pulizie dopo, sa, organizzarsi.
– Come sta meglio a lei, davvero. Serviva altro?
– Niente grazie, sono a posto.
– Allora niente, aspetto una chiamata sua.
– Perfetto.

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