Questo post è  la traduzione fatta da Elena Fantasia per Orecchio Acerbo di un noto testo di BRAD HOLLAND sull’arte moderna e le sue correnti. Ho fatto una cosa che non si dovrebbe fare e ho ritagliato a mia discrezione, se volete leggere il testo completo in inglese cliccate QUI, per quello in italiano QUI . Le illustrazioni sono dell’autore.

Il mondo è pieno di autentici cretini e idioti. Incoraggiarli a esprimere se stessi non farà mai bene a nessuno, tanto meno alla società.

Esprimi te stesso: è più tardi di quanto pensi

di Brad Holland

Più di un quarto di secolo fa, il pittore Ad Reinhardt dichiarò che le sue nuove tele nero-su-nero erano “gli ultimi quadri che l’uomo potesse creare”. I critici andarono in estasi e molti concordarono con il “Monaco nero” sul fatto che i suoi capolavori fossero i dipinti “finali” della storia. Sfortunatamente, gli altri artisti rifiutarono di deporre i propri pennelli, quindi l’arte continuò. Da allora, l’arte moderna assomiglia a un culto del Giudizio universale, il giorno dopo il termine ultimo per la fine del mondo. I veri credenti si svegliarono un giorno e scoprirono che il sole era sorto, il profeta folle era scomparso, e tutti avrebbero dovuto trovare qualcosa da fare con il resto delle loro vite.
Questa situazione viene ora definita postmodernismo e se avete le idee confuse al riguardo, probabilmente è perché state cominciando a capirlo. Se siete artisti, quello che segue sarà una vecchia solfa. Ma, come servizio utile per i profani, posso definire alcuni dei termini base.

Arte moderna: In futuro “arte moderna” significherà “il tipo di arte che facevano nel ventesimo secolo”. Come “barocco” o “romanico”, “moderno” sarà un termine utilizzato per datare qualcosa.

Cubismo: Un movimento iniziato da Picasso e Braque per distinguere il loro lavoro da quello già fatto da Cézanne. I critici lo denominarono cubismo. Nell’arte moderna, la denominazione del proprio movimento è un must. Il cubismo è ancora il più importante movimento dell’arte moderna, per lo stesso motivo per cui John D. è ancora il più importante Rockefeller. […]

Futurismo: Era un movimento di intellettuali che volevano sostituire la tradizione con un mondo moderno fatto di macchine, velocità, violenza e pubbliche relazioni. Dimostra che dovremmo fare attenzione a quello che desiderano gli intellettuali, perché potremmo ottenerlo.

Dada: I dadaisti erano ironici. Duchamp era la loro star e il suo capolavoro era un orinale. Terminò la sua vita giocando a scacchi. Disse che stava facendo una dichiarazione artistica. Anche mio nonno era un burlone e finì la vita giocando a scacchi. Ma poiché lo fece per evitare di annoiarsi, nessuno pensò che stesse dimostrando qualcosa. Questo ci suggerisce che per i dadaisti non vale la regola generale secondo cui gli ironici sono le principali vittime della propria ironia.

Espressionismo astratto: Dopo la seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti divennero la superpotenza mondiale. Le società americane come Cities Service ed Esso, che un tempo erano state imprese di ambito regionale, divennero corporation internazionali. Scelsero nomi astratti come Citgo ed Exxon per darsi uno status di livello mondiale. Dal momento che i giganti multinazionali non potevano tenere appesi quadretti di granai rossi o di clown in lacrime nelle sale d’attesa dei loro edifici Bauhaus, l’espressionismo astratto divenne la forma più stimata di arredamento d’interni.

Pop Art: Nelle società aristocratiche la gente ricca era solita commissionare dipinti raffinati da appendere alle proprie pareti. Anni dopo, imitazioni a buon mercato si diffusero fino a diventare calendari esposti nelle stazioni di benzina. Nella nostra società democratica questo meccanismo funziona al contrario. Qui l’arte comincia con il tipo di immagine che si può trovare su una scatola di fiammiferi. Poi, dopo qualche anno, costose imitazioni di quell’immagine finiscono sulle pareti di chirurghi plastici e agenti di Hollywood.

Graffiti Art: Molte persone decorano le loro abitazioni con graffiti da arredo, anche se la maggior parte vorrebbe che i muri dei propri palazzi venissero ripuliti dai graffiti autentici. Personalmente, ritengo che i graffitari dovrebbero recarsi nelle case dei loro mecenati armati di bombolette spray per trasformare i loro salotti in vagoni della metropolitana. Questo renderebbe possibile la distinzione tra veri amanti del graffitismo e abitanti di quartieri residenziali alla ricerca di brividi artistici.

“Non è arte, è illustrazione”: Nella nostra epoca quasi tutti sono artisti. I cantanti rock sono artisti. E così i registi, i performance artist, i makeup artist, i tattoo artist, gli artisti della truffa e gli artisti rap. Le star del cinema sono artisti. Madonna è un’artista perché esplora la propria sessualità. Snoop Doggy Dogg è un artista perché esplora la sessualità degli altri. Le vittime che esprimono il loro dolore sono artisti. E lo sono i carcerati che si esprimono su cartone. Perfino i consumatori sono artisti quando si esprimono nella loro selezione delle merci. Gli unici rimasti in America a non essere artisti, a quanto pare, sono gli illustratori.


Amami, ama la mia arte: Norman Rockwell era solito dire che se un quadro sta andando male, bisogna disegnarci un cane. Se va malissimo, bisogna disegnare una benda sulla zampa del cane. Questo è il principio di base della “victim art”.

Tradizione: Esistono ancora alcuni tradizionalisti, in gran parte assunti dagli istituti d’arte, che continuano a dipingere come membri dell’Ash Can School, con il più rigoroso realismo da prima guerra mondiale. Per anni l’avanguardia si è compiaciuta di lasciare che questa sorta di Amish rappresentasse l’establishment dell’arte. Ma per intere generazioni il vero establishment dell’arte è stato costituito da scultori ambientali, body piercer e violoncelliste in topless. Da parecchio tempo ormai a un pittore dell’Ash Can School non si dedica più nemmeno una preghiera.

L’avanguardia: Più di cento anni fa alcuni bohémien francesi decretarono che il fine dell’arte era scioccare i ceti medi. A quel tempo forse era una buona idea. Ma al giorno d’oggi i ceti medi non prestano più attenzione. Sono tutti intenti ad ascoltare Jerry Springer o Ricki Lake, a parlare delle loro esperienze di travestimenti o di sesso con la baby-sitter. Gli artisti d’avanguardia devono osservare queste cose nella disperazione, lamentandosi dello stato della cultura americana, anche se nel frattempo chiedono più donazioni per fare la loro arte d’avanguardia. In futuro, questo spettacolo dei ceti medi che scioccano l’avanguardia diverrà probabilmente la definizione da manuale del postmodernismo.

“A volte bisogna infrangere le regole”: Una delle cose che non molte persone apprezzano dell’arte moderna, è che la sua filosofia può essere riassunta in uno slogan pubblicitario di Burger King.

Artigianato: Gli artigiani tradizionali lavoravano entro determinate convenzioni. Occasionalmente, queste convenzioni venivano ridefinite da atti di genio. Nell’arte moderna, invece, tutti devono ridefinire l’arte in continuazione. Questo avrebbe potuto fare della nostra epoca un altro Rinascimento, se solo ci fosse stata un’improvvisa esplosione di geni nel mondo. Ma poiché l’ego è più comune del genio, l’arte postmoderna è destinata a essere più narcisista che eroica.

Teoria dell’arte: L’artista moderno tipico produce un numero ridotto di opere bene avvolte in una teoria. Alcuni si esimono perfino dal creare opere ed esibiscono solo le loro teorie, battute a macchina in bella copia. Ritengo questa scelta un’assennata economia dello stile. Se il fine dell’arte è ridefinire l’arte, allora le parole bastano per raggiungerlo. È inutile ingombrare il mondo di esempi ridondanti.

Espressione di sé: Il palanchino utilizzato dagli artisti per forzare il vaso di Pandora dell’autocompiacimento a favore di chiunque altro nella società. Trent’anni fa, essere visti mentre si scendeva da una limousine con addosso un paio di jeans e scarpe da ginnastica era il sogno di ogni artista bohémien. Oggi è probabilmente il sogno di metà delle persone che vivono in questo paese.

Il miracolo dell’autenticità: La fiducia nel fatto che, se siamo tutti autentici ed esprimiamo noi stessi, la società ne trarrà beneficio. Un ideale affascinante, ma che trascura un elemento ovvio. Il mondo è pieno di autentici cretini e idioti. Incoraggiarli a esprimere se stessi non farà mai bene a nessuno, tanto meno alla società.

Istinto: Nella giungla preistorica, tutti gli animali che si fidavano degli altri animali venivano mangiati. Gli unici che sopravvissero e si riprodussero, furono quelli che istintivamente temevano tutti, e a tutti staccavano la testa a morsi. Questo spiega perché molte persone che, come gli artisti, si fidano del loro istinto, si comportano come coccodrilli.

Arte che risveglia la coscienza: Una scusa multiuso per indurre l’artista a gettarsi come una perla davanti ai porci della democrazia. Quando vengo a sapere che un artista sta cercando di risvegliare la mia coscienza, ho dei flashback di Jane Fonda, Sissy Spacek e Jessica Lange mentre impartiscono una lezione al Congresso sulle realtà della vita campestre.

Per sempre giovane: I postmoderni credono che la verità sia mito e il mito verità. Questa equazione ha origini nella psicologia pop. Le stesse persone credono inoltre che le emozioni siano una forma di realtà. Un tempo c’era un altro termine per definire questo stato mentale. Si chiamava psicosi.

Multiculturalismo: Non ho mai capito perché gli artisti, che molto spesso accondiscendono ai cliché della cultura cui appartengono, si dimostrano tanto desiderosi di abbracciare i cliché di culture di cui non sanno nulla.

Aspettando Van Gogh: Nel mondo in cui la maggior parte di noi è cresciuta, l’arte popolare ha ereditato e demolito tutte le forme d’arte che venivano prima. Tutto, dall’arte primitiva delle società tribali all’arte ricercata di quelle aristocratiche, è stato gettato nella betoniera della cultura moderna, insieme a giustapposizioni di celebrità e anonimato, povertà e improvvisa ricchezza, nonché il continuo deliquio per mode e tendenze dei media più seguiti. La verità sul postmodernismo è che non abbiamo ancora ben capito come faranno gli artisti a prosperare nelle moderne società di massa. Siamo tutti esperimenti.

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