Questa è la ricostruzione dei fatti occorsi negli ultimi due giorni basandomi solamente su quanto riportato in Twitter:

due fratelli ceceni, 26 e 20 anni, in America da 1-5 anni, non si sono integrati. Allora fanno un attentato ad altissima visibilità internazionale con tecnica casalinga ma curiosamente professionale: pentole a pressione dentro cui hanno messo esplosivo e chiodi, attivate da cellulari. I due ragazzi mandano in crisi una città.

Due giorni dopo, la polizia pubblica estratti di video a circuito chiuso in cui non si vede granchè delle facce dei due che hanno piazzato le bombe.

La sera stessa (ore 22:30circa) ai due non viene in mente niente di meglio che rapinare un seven-eleven, un piccolo supermercato, ma non distante da una delle università più prestigiose e famose del mondo, l’MIT.

La polizia o una guardia di sicurezza dell’MIT (confermata la seconda) li becca (qui la cosa è confusa: come ha fatto?), e si ingaggia una sparatoria in cui un poliziotto resta ucciso.

I due, si scopre, sono armati fino ai denti.

Scatta un allarme bomba presso l’MIT, che tiene parlaizzata la struttura per diverse ore.

I due prendono in ostaggio una persona e con la sua macchina fuggono dalla città di Boston verso Watertown, rincorsi dalla polizia. Nella fuga lanciano bombe a mano per strada (bombe-a-mano!).

Arrivati a Watertown rilasciano l’ostaggio. Ingaggiano una sparatoria in strada, in cui un poliziotto viene colpito (pare seriamente) e il più grande dei due fratelli fuggitivi ammazzato. Durante la sparatoria altre bombe a mano e granate vengono lanciate.

Il fratellino più piccolo, armato fino ai denti e, si scopre, con un giubbotto esplosivo, scappa per la cittadina e fa perdere le sue tracce. Ormai tutte le forze dell’ordine sono allertate:
– elicotteri sorvolano la città
– esercito
– obbligo di stare in casa
– gira la voce (per la seconda volta sembra essere falsa) che il collegamento dei cellulari sia stato tagliato dall’esercito per evitare che il ragazzo faccia esplodere altre bombe tramite cellulare. Ricordiamo che a Watertown lui ci è appena arrivato (quindi come fa ad aver piazzato bombe?) e ricordiamo che durante la rapina doveva avere tutto il materiale già con sé, quanto esplosivo si portava dietro?

La polizia arresta un ragazzo che è nudo. Non si capisce se l’abbia spogliato la polizia (per vedere se ha dell’esplosivo) o se fosse già nudo che girava per la città in assedio. In twitter dichiarano che quello fosse il fratello più giovane, la notizia viene smentita.

A questo punto la polizia twitta di non postare le foto dei militari all’opera, perchè il ragazzino potrebbe avere il cellulare con sè, e dedurre la posizione dei militari. (ma non era stato staccato il servizio telefonico?)

Il traffico in entrata e in uscita dalla città è bloccato.

Nel frattempo alla CNN il padre dichiara del fratello maggiore: “era un angelo”. Mostrano un servizio di foto in cui spiegano che lui si sta allenando a fare pugilato per cercare di diventare un campione ed ottenere il passaporto americano (lui èè rifugiato di guerra e non ce l’ha).

Un account twitter dal nome del ragazzino ceceno viene creato. Il primo tweet tagga la polizia di Boston sul seguente messaggio: “Vi ucciderò tutti perchè avete ammazzato mio fratello”.

L’account viene dato come fake per due motivi:
– sembra stia twittando da PC
– in rete c’è un account dato per vero, del ragazzino che non viene usato dal 2002. Uno dei post è contro le armi, e il ragazzino esorta a “ritwittare il più possibile, perchè diventi realtà”.

Anonymous, la famosa rete hacker, segue secondo per secondo la vicenda. Si sono collegati alla radio della polizia e la mandano in streaming: la polizia, entrata nella residenza dove vivevano i due fratelli, ha trovato qualcosa definito come “somigliante ad un razzo”.

Vengono segnalate prima una moto, poi un’auto sospette. L’allarme sulla moto è rientrato, la macchina è stata trovata, vuota. E’ al momento sotto esame.

 

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